UNIVERSITA’ E RETAIL, L’UNIONE FA LA FORZA

UNIVERSITA’ E RETAIL, L’UNIONE FA LA FORZA

Attingere dall’Università per dare nuovi slanci a format, servizi e operations dei Retailer non solo si può ma, per certi versi, è necessario. Ecco l’interessante punto di vista del Professor Romano Cappellari.

RETAIL PROJECT ha intervistato il Professor Romano Cappellari, Docente dell’Università degli Studi di Padova e della Fondazione Cuoa, per focalizzare meglio come Retail e Università possano spingersi oltre e avviare collaborazioni proficue in cui si intreccino expertise e innovazione. Cappellari, specializzato proprio nel Retail, farà parte della Giuria dell’Open-Inn Retail Award, premio dedicato all’open-innovation e alle start up, organizzato da Kiki Lab. Le premiazioni dei vincitori avverranno il 17 ottobre a Milano durante il convegno “Ki-Best 2018 e Open-Inn Retail Award”, di cui RP è media partner.

In base alla sua esperienza l’Università che apporto è in grado di dare al mondo del Retail in termini di innovazione? Quali strade da seguire è in grado di presentare?
A parte qualche lodevole eccezione (penso a Parma, ad esempio) l’Università italiana ha fino a oggi colpevolmente un po’ snobbato il Retail ed è addirittura ancora difficile attivare corsi su queste tematiche. Ciò nonostante io penso che in una fase come l’attuale, caratterizzata da una progressiva scomparsa di confini tra settori e effetti della digitalizzazione che ancora non sono stati del tutto colti, possa essere molto utile per le imprese del Retail poter trovare un supporto per l’elaborazione di una visione strategica sul futuro della Distribuzione e questo tipo di elaborazione ha una sede naturale nelle Università. Naturalmente un discorso a parte meriterebbe tutto il tema dell’innovazione tecnologica e sul ruolo dei dipartimenti più tecnici.

Può illustrare un paio di case history di collaborazioni di successo tra Retail e Università?
Cito due esempi virtuosi, uno relativo all’Università di Padova e uno a Cuoa che è la Business School partecipata tra gli altri anche dalla nostra Università. Con la prima, grazie al nostro braccio operativo Unismart (la società che ha la missione di raccordare la ricerca universitaria con le esigenze delle imprese), abbiamo sviluppato un progetto per aiutare una catena della distribuzione a mettere a punto un nuovo concept di supermercato in grado di competere quando Amazon avrà deciso di aggredire in forze questo mercato in tutte le parti d’Italia. Con Cuoa Business School, invece, la collaborazione è ormai consolidata dal momento che un gruppo di aziende della distribuzione Food e Fashion ha incaricato la scuola di progettare un percorso formativo in ritagliato sulle esigenze delle aziende. Questo progetto, che è stato avviato grazie a un generoso finanziamento dei partner, è diventato il Master in Retail Management e Marketing che ho la fortuna di dirigere e che ha diplomato ormai circa 300 allievi che portano competenze e innovazione nel mondo della distribuzione.

A cura della Redazione

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