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IL FALLIMENTO DI MERCATONE UNO SI ALLARGA A MACCHIA D’OLIO

In queste ore nel mondo del Retail la notizia di punta è sicuramente il ko di Mercatone Uno che, non solo, ha “informato” del fallimento i suoi dipendenti tramite i social network, ma ha anche messo al tappeto sia centinaia di Fornitori sia circa 20.000 clienti che avevano ordinato la merce e l’avevano pagata in anticipo.

 

Gli strascichi del fallimento di Mercatone Uno sono appena iniziati. Il Retailer imolese specializzato nella distribuzione di prodotti d’arredo, complementi ed elettrodomestici ha infatti lasciato alle sue spalle tutta una serie di problemi e di questioni aperte di non facile (e immediata) risoluzione.

Innanzitutto la doccia fredda del dichiarato fallimento della società Shernon Holding srl, che aveva rilevato Mercatone Uno soltanto nove mesi fa, è stata letteralmente “ghiacciata” per i dipendenti dei 55 punti vendita presenti in Italia che sono stati informati… via social. Una vera e propria beffa che, purtroppo, passerà negli annali. Ovviamente sono state avviate con tempestività tutte le iniziative sindacali possibili per garantire il supporto agli oltre 1.800 dipendenti ma l’iter è ancora molto lungo. E’ anche vero che venerdì è arrivata l’attesa decisione del Tribunale di Bologna, con la comunicazione al Mise della disponibilità all’autorizzazione condizionata per l’approvazione del programma di cessione che verrà presentato dai commissari di Mercatone Uno. Un passaggio, questo, che rappresenta il percorso propedeutico allo sblocco degli ammortizzatori sociali. E successivamente dovrebbe partire la fase di reindustrializzazione per garantire un futuro certo ai lavoratori.

Fornitori e clienti: cosa devono aspettarsi?

A cascata, il fallimento di Mercatone Uno avrà ripercussioni anche sulle circa 500 aziende dell’indotto, quei Fornitori che complessivamente danno lavoro a circa 10.000 persone. Gli incontri presso il Ministero dello Sviluppo Economico chiariranno il futuro anche di queste realtà industriali.

Ma non è finita qui. Un terzo fronte molto caldo di tutta questa vicenda è rappresentato dalla clientela che trova i punti vendita chiusi e che non ha modo di ritirare la merce che aveva ordinato e, in molti casi, pagato in anticipo. Il possibile non ritorno degli anticipi sta mandando su tutte le furie le associazioni dei consumatori che chiedono al governo di costituire un fondo attingendo a soldi pubblici per rimborsare i clienti. Anche in questo caso è il Mise a dover affrontare la situazione e individuare la soluzione di maggior tutela per i consumatori.

Non resta quindi che stare a vedere. RP vi terrà prontamente informati sulle evoluzioni della delicata situazione fallimentare in essere di Mercatone Uno.

 

A cura della Redazione


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